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Il cesto nel fuoco, la storia della costruzione del mondo
Nell’evoluzione antropologica del Progetto la ceramica rappresenta la distinzione tra l’uomo riutilizzatore della natura (una sorta di ready made della natura ante-litteram) e l’uomo costruttore dell’artificiale, una modalità progettuale moderna, resa possibile dalla scoperta della prima materia plastica trasformabile in definitiva. Tra le varie teorie archeologiche sull’introduzione della ceramica nella storia della civiltà, l’ipotesi che l’uomo tentò di impermeabilizzare il cesto mediante argilla spalmata per contenere i liquidi e riscaldarli con ciottoli roventi, è alla base dell’ideazione del progetto Il Cesto nel Fuoco.
L’arcaico contenitore in ceramica viene prodotto ripetendo i probabili gesti compiuti in un’epoca precedente al Neolitico. Spalmando argilla plastica sulle pareti interne di un cesto in fibra vegetale e sottoponendo la forma ottenuta a cottura con la tecnica primitiva del forno a cielo aperto, si ottiene una preziosa replica del primo prodotto di design scaturito da un processo tecnologico complesso.

 

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Il progetto, completato dal racconto inedito “Il Cesto nel Fuoco, la storia della costruzione del mondo” scritto da Dario Oggiano, è stato presentato nell’agosto 2010 a Rocca Calascio (AQ), all’interno della programmazione del Festival degli Elementi. Attori della performance Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, voce narrante di Valeria Ferri, regia di Officina delle Invenzioni.
 
 
storie di verità e bugia
Gli oggetti che raccontano storie di verità e bugia parlano di progetto, di costruire, di possedere, di utile e di inutile, parlano onestamente quando ricordano il passato e sono bugiardi quando affrontano il presente.
Sono oggetti che parlano di Design prima del Design.

 

 

 
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< torna indietro       il cesto nel fuoco Festival degli Elementi. Rocca Calascio (AQ). agosto 2010      
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